Il film “Anna” è bello e …strano.
Un film che dopo circa dieci minuti mi aveva quasi fatto decidere di non continuare a guardarlo: i dialoghi sembravano rarefatti e, per giunta, in dialetto sardo stretto (ovviamente con sottotitoli), la colonna sonora totalmente assente.
Mi ha fatto desistere dal mio proposito la bravura dell’attrice, Rose Aste, praticamente in scena dal primo all’ultimo minuto, nel ruolo di Anna, donna che difende quasi con rabbia atavica il suo diritto alla ribellione e alla verità e il suo ruolo di imprenditrice in una terra bella e difficile come la sua Sardegna.
Ed ecco che piano piano la mancanza della musica di sottofondo (in alcuni film, anche fuori luogo e irritante) diventa una magia e ti rende una condizione logica: è forse la nostra quotidianità accompagnata dalla musica? No, e quindi si apprezza il suono “reale” che accompagna la vicenda di Anna: i versi delle greggi, il rumore del mare, dei macchinari per costruzioni, dei motori, dei sospiri d’amore, dell’acqua che scorre.
Anna combatte e vince la sua battaglia, ma la vince anche, alla grande, il regista Marco Amenta.

IL PD E IL RIDICOLO SENZA FINE
Le parole di ieri a Otto e Mezzo di Walter Veltroni, mi fanno capire che il PD, questo pietoso residuo della Sinistra, continua a non