nulla è più importante di ciò che sembra insignificante

GLI OMICIDI AL NORD

A Paderno Dugnano, nel “virtuoso” Nord si è verificato l’ultimo omicidio in famiglia e ancora nessuno si interroga sui motivi di questo gesto legati e magari originati dal territorio, come si fa abitualmente ad ogni piè sospinto con il Sud.

Eppure, i casi precedenti a questo dovrebbero far riflettere molto seriamente, essendo accaduti tutti al Nord, eccoli:

A Vercelli, nel novembre del ’75 Doretta Graneris una diciottenne, uccide a colpi di pistola madre padre, fratello tredicenne e i nonni materni.

A Parma, nell’agosto del 1989 Ferdinando Carretta uccide i genitori e il fratello con un’arma da fuoco e porta i cadaveri in discarica.

A Montecchia di Crosara (Verona) aprile del 1991 Pietro Maso, 20 anni, massacra i genitori con un tubo di ferro e una pentola, coadiuvato da tre amici di cui uno minorenne. Motivo dichiarato, per prendersi i loro soldi.

A Cadrezzate, in provincia di Varese, Elia del Grande uccide i genitori a colpi di fucile, anche lui per prendersi i loro soldi.

A Novi Ligure, provincia di Alessandria, Erika de Nardo, 16 anni, uccide a coltellate, ‘aiutata’ dal fidanzato Omar, la madre e il fratellino di 11 anni, il padre si salva perché non è in casa.

Dicembre 2015, a Città di Castello (Perugia) Federico Bigotti, con 22 coltellate uccide la madre, dichiarato infermo di mente.

Gennaio 2021, Benno Neumair, 31 anni, strangola padre e madre e ne getta i corpi nel fiume Adige.

Maggio 2021, Paola e Silvia Zani, 26 e 19 anni, soffocano e seppelliscono la madre ‘coadiuvate’ dal fidanzato di Paola, Mirto Milani, di 27 anni.

Temo che questa lista non sia completa ma è già sufficiente a mostrare la collocazione geografica dei protagonisti: sono tutti nati e cresciuti, vissuti nel prospero e ricco Nord, che però due domande non se le fa sul “modello di sviluppo” che propone a sé stesso e ai suoi figli e figlie: il possesso di denaro e di beni materiali quanto più è possibile. Non ho sottolineato che nessuno di questi giovani sterminatori della propria famiglia è nato al Sud, ma credo sia il caso di farlo, visto quanto ci vengono sfrantumate le…. ogni volta che si verifica un qualsiasi caso in una città del Sud.

Abitualmente la lettura di quegli eventi terronici viene considerata endemica, strutturale e ‘atavica’, e adesso che non di crimini generici si tratta ma di un crimine specifico: Figli che uccidono i propri genitori, e sempre con lo scopo di prendere i loro soldi anzitempo, non volendo aspettare che muoiano di vecchiaia. Questo crimine è troppo specifico, e non lo si può liquidare con l’instabilità mentale o altro. Sono in gioco i ‘valori’ che gli adulti di quel territorio trasmettono ai loro figli. E se il ‘valore’ principale è il denaro, l’avere, in senso materiale, cos’altro ci si può aspettare? Ma loro, di questo smodato amore per il denaro, che mettono davanti a tutto, si vantano! Ne vanno fieri e quindi non credo proprio che siano disponibili a fare quell’autocritica che propongono continuamente a noialtri!

Purtroppo, seguiti da meridionali sempre pronti a battersi il petto e fare mea culpa. Cogliete la differenza fratelli terroni, che questa volta la problematica è tutta settentrionale e va detto. E sottolineato!

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