Domenica scorsa, il 10 maggio, al Trianon è andata in scena La festa della posteggia.
Il pubblico, che si è mostrato molto partecipe, è stato portato quasi per mano tra entusiasmo e nostalgia, dai vari interpreti che si sono esibiti in veri e propri capolavori della musica napoletana e tutti accompagnati dagli strumenti classici della Posteggia: chitarra, mandolino, violino.
Lo spettacolo ha avuto inizio con Massimo Penza che ha interpretato Uocchie c’arraggiunate e Quanno chiove; ad Antonio Onorato il compito di proporre Simme ’e Napule paisa’ e Napule ca se ne va; si è proseguito poi con Carmine Esposito che essendo un cantante-chitarrista, si è esibito da solo in Sofia e Canzone pettegola; e ancora, Francesco Scognamiglio interprete di ’O sole mio e Carme’ Carme’; e poi la prima presenza femminile: Pina Canestrelli che ha cantato Torna maggio e Nu penziero.
Ed ecco sulle tavole del palcoscenico la bravissima Aurora Giglio che, avendo scelto per le sue esibizioni la formula della posteggia, ha scelto di essere custode e al contempo, divulgatore di una tradizione che non può e non deve essere dimenticata. Ma non solo: Aurora Giglio, con l’Associazione Musicapodimonte da lei diretta, ha ottenuto nel luglio 2024 l’inserimento della Comunità dei Posteggiatori nell’elenco IPIC (Inventari del Patrimonio Immateriale Campano) creando in questo modo i presupposti per poter ottenere l’inserimento nel Patrimonio Unesco. Inoltre, l’artista pubblicherà presto il libro Manuale della Posteggia che è da considerarsi un manuale per studiosi e per tutti gli appassionati di questo genere artistico.
Domenica sera, la Giglio si è esibita nel più classico dei classici: Era de maggio, una canzone da molti definita “la più bella canzone napoletana” e ne ha dato una pregevole interpretazione.
Successivamente, un altro pilastro della Posteggia, Michele Serao, si è esibito con gran parte degli artisti presenti in L’arte d’ ’o sole.
E con il pubblico sempre più coinvolto, si è arrivati all’esibizione di Ciro Bonetti con Canzona appassiunata e Luna caprese; è stata poi la volta di Anna D’Angiò con le interpretazioni di So’ Bammenella ’e copp’ ’e Quartiere (che l’artista ha voluto dedicare ad Angela Luce) e Mandulinata a Napule; ad Annalisa Fusco sono state affidate Tutta pe’ me e Trasmette Napoli; e poi si è esibita Imma Russo in Marechiaro e Malafemmena; con Laura Misticone abbiamo ascoltato Mmiez’ ’o grano e Passione eterna.
È ritornata in scena Aurora Giglio che si è esibita in alcune macchiette, genere musicale al quale ha dedicato il suo CD Chiammateme Clery!
Doveroso l’intervento che ha visto protagonista il M° Masiello, fondatore del Gruppo Mastro Masiello Mandolino che organizza da anni, e con sempre maggiore successo, degli eventi che coinvolgono partecipanti entusiasti. La sua esperienza, egli spiega, è nata in simbiosi con il suo lavoro che è quello Maestro Liutaio e, ovviamente, conosce gli strumenti tipici della Posteggia come pochi.
Una serata piacevole, animata da artisti che hanno dato il meglio sul palco e apprezzata da un pubblico entusiasta.


