
Non conosco personalmente Guido Crosetto e quindi non mi sono fatta un’idea sul livello della sua intelligenza, insomma, non lo so se è sciocco o meno.
Ma non credo: quando si raggiungono certi vertici, e soprattutto se si riesce a rimanerci, non si è mai sciocchi, al massimo lo sono coloro che lo consentono, nel caso specifico gli elettori.
La sua carriera di imprenditore è significativa perché, come afferma l’Enciclopedia Treccani “da giovanissimo ha preso la guida dell’azienda di famiglia che produce macchine per l’agricoltura, espandendo poi l’attività imprenditoria ad altri settori…”
Anche la sua carriera politica traccia un notevole percorso: nasce con la Democrazia Cristiana, continua con Forza Italia, poi con il Popolo delle Libertà e, infine (ma solo per il momento) è Ministro della Difesa in quota Fratelli d’Italia di cui è tra i fondatori.
In questi giorni, come tutti sappiamo, un autorevole esponente russo, Dmitrij Medveded, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa, ha apostrofato con l’appellativo di “sciocco raro” il nostro Ministro della Difesa perché sosteneva che mandando armi all’Ucraina si operava per la pace. La risposta di Crosetto, come riporta Il Fatto Quotidiano, è stata questa: “Io sciocco? Se si tratta di aiutare una nazione aggredita, lo sono”.
Che tenerezza! Sembra la risposta di un boy-scout, di un papa-boys, di un missionario, di un Padre Tereso di Calcutta.
Eppure, nonostante la sua rassicurante replica, circolano due scuole di pensiero: l’una afferma che Crosetto, in quanto esponente del Governo italiano, prenda semplicemente ordini dagli USA; l’altra ritiene che, essendo il nostro Ministro della Difesa anche Presidente dell’AIAD (la Federazione delle Aziende Italiane per l’Aerospazio), abbia un qualche interesse affinché sempre più sistemi bellici di produzione italiana vengano esportati per garantire alti profitti alle aziende federate in quanto, come è scritto sulla home del sito, l’AIAD “accoglie nel proprio ambito la quasi totalità delle imprese nazionali, ad alta tecnologia, che esercitano attività di progettazione, produzione, ricerca e servizi nei comparti: aerospaziale civile e militare, comparto navale e terrestre militare e dei sistemi elettronici ad essi ricollegabili. L’AIAD mantiene stretti e costanti rapporti con organi e istituzioni nazionali, internazionali o in ambito NATO al fine di promuovere, rappresentare e garantire gli interessi dell’industria che essa rappresenta.”
Com’è e come non è, Crosetto non è affatto sciocco. E la sua risposta mi ha fatto vibrare l’anima, scatenandomi profonde vibrazioni mistiche.
Una cosa, però, non l’ho capita: come mai Crosetto (e tutti gli altri che si sentono giustamente partecipi di tutte le terribili sofferenze del martoriato popolo ucraino), non ha mai sentito lo stesso compassionevole afflato per il popolo palestinese?
Poiché lui non è sciocco, ma nemmeno tanti italiani lo sono, questo ce lo dovrebbe spiegare.
CROSETTO È SCIOCCO?
Non conosco personalmente Guido Crosetto e quindi non mi sono fatta un’idea sul livello della sua intelligenza, insomma, non lo so se è sciocco o meno.
Ma non credo: quando si raggiungono certi vertici, e soprattutto se si riesce a rimanerci, non si è mai sciocchi, al massimo lo sono coloro che lo consentono, nel caso specifico gli elettori.
La sua carriera di imprenditore è significativa perché, come afferma l’Enciclopedia Treccani “da giovanissimo ha preso la guida dell’azienda di famiglia che produce macchine per l’agricoltura, espandendo poi l’attività imprenditoria ad altri settori…”
Anche la sua carriera politica traccia un notevole percorso: nasce con la Democrazia Cristiana, continua con Forza Italia, poi con il Popolo delle Libertà e, infine (ma solo per il momento) è Ministro della Difesa in quota Fratelli d’Italia di cui è tra i fondatori.
In questi giorni, come tutti sappiamo, un autorevole esponente russo, Dmitrij Medveded, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa, ha apostrofato con l’appellativo di “sciocco raro” il nostro Ministro della Difesa perché sosteneva che mandando armi all’Ucraina si operava per la pace. La risposta di Crosetto, come riporta Il Fatto Quotidiano, è stata questa: “Io sciocco? Se si tratta di aiutare una nazione aggredita, lo sono”.
Che tenerezza! Sembra la risposta di un boy-scout, di un papa-boys, di un missionario, di un Padre Tereso di Calcutta.
Eppure, nonostante la sua rassicurante replica, circolano due scuole di pensiero: l’una afferma che Crosetto, in quanto esponente del Governo italiano, prenda semplicemente ordini dagli USA; l’altra ritiene che, essendo il nostro Ministro della Difesa anche Presidente dell’AIAD (la Federazione delle Aziende Italiane per l’Aerospazio), abbia un qualche interesse affinché sempre più sistemi bellici di produzione italiana vengano esportati per garantire alti profitti alle aziende federate in quanto, come è scritto sulla home del sito, l’AIAD “accoglie nel proprio ambito la quasi totalità delle imprese nazionali, ad alta tecnologia, che esercitano attività di progettazione, produzione, ricerca e servizi nei comparti: aerospaziale civile e militare, comparto navale e terrestre militare e dei sistemi elettronici ad essi ricollegabili. L’AIAD mantiene stretti e costanti rapporti con organi e istituzioni nazionali, internazionali o in ambito NATO al fine di promuovere, rappresentare e garantire gli interessi dell’industria che essa rappresenta.”
Com’è e come non è, Crosetto non è affatto sciocco. E la sua risposta mi ha fatto vibrare l’anima, scatenandomi profonde vibrazioni mistiche.
Una cosa, però, non l’ho capita: come mai Crosetto (e tutti gli altri che si sentono giustamente partecipi di tutte le terribili sofferenze del martoriato popolo ucraino), non ha mai sentito lo stesso compassionevole afflato per il popolo palestinese?
Poiché lui non è sciocco, ma nemmeno tanti italiani lo sono, questo ce lo dovrebbe spiegare.
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